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domenica, agosto 01, 2004
 
Sono stata un pò " fuori" in tutti i sensi...questi mesi trascorsi mi hanno molto provata. Sono di nuovo in piena anoressia, con sporadici attacchi di bulimia (kg 48)ma la cosa mi lascia indifferente, come tutto del resto. Ecco, ho trovato la parola giusta che esprime la mia situazione attuale: "indifferente". Mercoledì sera avevo deciso che era arrivato il momento di farla finita e, come se non si trattasse di me ma di una terza persona, ho ragionato con molta calma su cosa dovevo fare. Ho finito di bruciare alcune cose che avevo scritto, ho messo in ordine, ho cercato le pillole, le ho contate....37 capsule di vari antidepressivi e una boccetta di Lexotan. Ho guardato mia figlia (16 anni) che stava al pc e ho pensato: domattina quando si sveglia non saprà cosa fare, ok si arrangerà (indifferenza, assenza di sentimenti) andrà a Roma da suo padre e si godranno le mie proprietà. Ho pensato a mia madre (85 anni), ne morirà, (indifferenza) ha vissuto e se non mi avesse messa al mondo mi avrebbe fatto una cortesia.Il resto della famiglia e dei parenti, gli amici....ma vaff..... Poi mi sono seduta sul divano e ricontando le pillole e leggendo i foglietti illustrativi ho capito che non erano sufficenti per restarci secca. Allora con molta indifferenza ho preso 30 gocce di lexotan, ho fumato una sigaretta e me ne sono andata a dormire, sapendo benissimo che anche quella di non poter decidere di morire quella sera, nel momento in cui volevo io,  era l'ennesima delusione della mia vita. Ma la cosa più strana è che non sono triste, non sono depressa, sono indifferente a me stessa........perchè io non sono più dentro di me, è da un pezzo che sono già morta. Sono stanca, però, questo si, molto stanca.
postato da Albachiara57 | 00:34 | commenti (3)